Il carico mentale
Nel capitolo 8 del mio libro Il potere dell’indipendenza parlo di un tema che ha toccato moltissime donne. Alcune mi hanno ringraziata, altre mi hanno chiesto come renderlo visibile. Stiamo parlando del carico mentale.
Il pensare continuamente a cosa c’è da fare, al come, al quando.
Ricordarsi le scadenze, ricordare al partner gli impegni, organizzare la famiglia, anticipare i problemi, tenere insieme lavoro, casa, figli, relazioni. È quella lista infinita che spesso non è scritta da nessuna parte, ma è sempre nella testa.
Nel libro esploro prima la situazione generale, andando a evidenziare il mancato equilibrio tra vita lavorativa e vita famigliare, portando in evidenza problematiche come il carico sproporzionato sulle madri, con un impatto significativo sulle loro carriere e sul loro benessere emotivo, il basso coinvolgimento dei padri, che rafforza la disuguaglianza di genere, e l’impatto sull’occupazione femminile, con conseguenze negative sull’indipendenza finanziaria della donna.
In seguito, partendo dalle parole di Michela Murgia che descrive perfettamente il carico mentale come “Quel processo per cui si chiede alle donne di complicarsi la vita per semplificare quella di chi amano”, svelo strategie concrete per redistribuire il carico.
Molte donne si sono confrontate con me proprio su questo punto, perché si sono riconosciute, perché sono stanche, perché si sono sentite viste. Per questo ho creato un approfondimento complementare sul carico mentale; per portare fuori dalla testa tutte quelle liste invisibili, vedere finalmente tutto ciò che stai gestendo e redistribuire il peso.
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